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In un “Marulla” deserto il Cesena passa facilmente e batte il Cosenza

di Matteo Chiappetta

Parlare di calcio giocato quando si è già retrocessi è irrilevante. Pertanto, riferiamo solamente che il Cosenza ha perso (che novità!) contro il Cesena per un gol regalato dagli stessi giocatori rossoblù (anche questa non è una novità). E se i calciatori del Cosenza hanno compiuto diversi harakiri nel corso del campionato, altrettanti ne vorrebbero compiere i tifosi. La stagione disastrosa si sta per concludere (manca una sola partita), quindi ci si può rassegnare e aspettare l’inizio della prossima Serie C. Ma così non è. Vorremmo che lo fosse, ma non lo è. Perché – prima che inizi giugno – i tifosi si aspettano che avvenga un cambiamento. Un cambiamento che, ad oggi, pare improbabile e proprio per questo ogni cosentino vorrebbe fare harakiri.

Abbiamo menzionato questo famoso cambiamento, ma non abbiamo detto in cosa consiste. Beh, non è che sia così difficile capirlo. Lo sa anche chi di calcio non si è mai interessato e chi non sa nemmeno in quale categoria militi il Cosenza. Senza girarci più attorno, è arrivato il momento di parlarne. Il cambiamento che tutti desiderano prevede che la proprietà del Cosenza Calcio passi nelle mani di qualcuno che abbia a cuore questa squadra. Prevede che Eugenio Guarascio e Rita Rachele Scalise lascino per sempre questa società. Due individui, specialmente il primo, che – colpevoli di qualunquismo e irriconoscenza – hanno fatto disaffezionare la piazza alla maglia per la quale ha incessantemente supportato.

A causa loro, in città si è sviluppato un senso di freddezza a tal punto da portare i tifosi a prendere la decisione di non recarsi più al San Vito – Marulla. Gli ultras hanno smesso di supportare i lupi in casa per protesta contro la società. Invece, tanti supporter per non soffrire nell’assistere alle pessime prestazioni della propria squadra. E l’apice del disertamento si è verificato ieri sera. Contro il Cesena vi erano solamente 962 spettatori (al netto di quelli ospiti), un numero che i tifosi del Cosenza raggiungono facilmente quando si recano in trasferta. A rendere ancora più surreale il clima, è stato il lancio sul manto erboso di alcuni razzi provenienti dall’esterno dello stadio. Episodio che ha costretto l’arbitro a sospendere la gara in due circostanze: al 2′ e al 20′ del primo tempo.

La negligenza del presidente Guarascio ha compromesso uno dei fiori all’occhiello della città bruzia: la tifoseria. Dall’essere una piazza calda, essa è diventata – per forza di cose – un movimento che bada a contestare la società, piuttosto che a supportare i propri calciatori. Certamente, l’affluenza allo stadio è sempre stata influenzata dai risultati della squadra (le presenze sono calate diverse volte durante i periodi negativi). Tuttavia, uno scenario simile non si è mai verificato. Facendoci comprendere che si è andati ben oltre le dinamiche di campo, toccando soprattutto quelle legate alla proprietà.

Il mese di maggio sarà un mese di attesa, nella speranza che qualcosa si muova ai piani alti. Un mese in cui la formazione rossoblù dirà ufficialmente addio alla Serie B. Infatti, martedì 13 si disputerà l’ultima giornata della stagione 24/25. Con i lupi che chiuderanno il proprio campionato a La Spezia.