di Matteo Chiappetta

Da un punto di vista sportivo, la stagione 2025/26 stava regalando al Cosenza Calcio un’annata costellata da tante vittorie e la concreta possibilità di ritornare in cadetteria attraverso i playoff. Eppure, si è conclusa in malo modo: sconfitta dei lupi per 5-1 contro il Casarano al Marulla nel secondo turno dello spareggio promozione. Una prestazione indegna che non ha rispecchiato quanto di positivo fatto dalla squadra nel corso dell’anno, mettendo in discussione anche il tecnico Buscè.
Scelte tecniche di Buscè poco condivisibili
Il mister campano ha guadagnato stima a luglio per essere riuscito a convincere quasi tutti i calciatori a restare a Cosenza e, durante il campionato, per aver messo in campo una formazione capace di lottare costantemente per le posizioni di vertice. La gestione dell’organico nel finale di stagione ha però lasciato perplessità sul suo operato. Fa specie soprattutto l’esiguo minutaggio concesso ad un giocatore qualitativo e d’esperienza come Luca Garritano, tagliato fuori dalle rotazioni della rosa, apparentemente per scelta tecnica. Neanche nel match contro il Casarano, l’allenatore ha preso in considerazione il 10 rossoblù, sebbene avesse potuto dare una mano ai compagni nella ripresa per pareggiare i conti.
Il silenzio della tifoseria ha inciso
Al di là delle dubbie decisioni prese da Buscè, è doveroso sottolineare che il percorso della squadra è stato condizionato dall’assenza sugli spalti del Marulla della tifoseria organizzata. La spinta degli ultras fa la differenza, non a caso il pubblico viene definito “dodicesimo uomo in campo”. Basti pensare al Catania, che ha mantenuto la porta inviolata al Massimino fino alla 33ª giornata, grazie alla costante e massiccia spinta della curva. La diserzione dei supporters cosentini è stata legittima, mirata a non rimpinguare le casse di un ignominioso presidente quale Eugenio Guarascio.
In linea con il loro scopo, però, i tifosi avrebbero dovuto assentarsi al contempo in trasferta, poiché ogni società di calcio riceve una quota anche dai ricavi generati dalle presenze dei propri aficionados fuori casa. Data la scelta di sostenere la squadra lontano dal Marulla, gli ultras sarebbero potuti ritornare in occasione dei playoff, giacché il club ospitante non ottiene l’incasso totale. Nella prima fase, il 40% va al club ospitante, l’altro 40% a quello ospitato e il restante 20% alla compagine eliminata. Nella fase nazionale, la ripartizione resta la stessa, ad eccezione del 20% che viene incassato dalla Lega Pro. L’interruzione della diserzione non sarebbe stata un gesto incoerente e di avvicinamento a Guarascio, bensì un atto volto a supportare i propri beniamini nel momento più decisivo della stagione.
La società resterà ferma sulla propria posizione
Tuttavia, a campionato concluso, è inutile piangere sul latte versato. È bene, invece, fare luce sugli scenari prossimi. Congiunture che, molto probabilmente, non si discosteranno da quelle attuali e passate. La società continuerà a non adempiere ai suoi doveri di collante tra tifoseria e club, trattando a pesci in faccia tutto il popolo bruzio e a fare orecchie da mercante. Le prime avvisaglie di quest’ultimo atteggiamento sono già emerse. Il club ha infatti diramato un comunicato in seguito al ko contro il Casarano, affermando di essere “consapevole di aver gettato negli anni basi solide” e che “osserva con interesse le manifestazioni di disponibilità da parte di potenziali nuovi acquirenti seri e motivati”. Due dichiarazioni che stridono fortemente con quanto fatto sinora dal duo Guarascio – Scalise, il quale non ha mai delineato un progetto serio e dimostrato la reale volontà di cedere.
Cosenza costretto a vivacchiare in Serie C
Le prospettive della prossima stagione sportiva del Cosenza Calcio sono cupe. Il quarto posto di quest’anno è frutto di una squadra che i lupi si sono ritrovati dopo la retrocessione in Serie B e puntellata con qualche elemento adatto per la C. Con gli scarsi proventi della terza serie italiana, difficilmente la società costruirà in estate un organico della stessa caratura di quello attuale. Considerando anche che i migliori calciatori potrebbero cambiare maglia, il Cosenza sarà pertanto condannato ad un’annata in cui navigherà nella parte destra della classifica.
Ora tocca al Comune di Cosenza
Nelle prossime settimane, inoltre, si riaprirà la telenovela delle trattative per il cambio societario. Si susseguiranno voci di presunti imprenditori in procinto di acquistare il Cosenza Calcio, che si riveleranno puntualmente un nulla di fatto. Ora la palla passa al Comune, unico ente che ha la facoltà di mettere alla porta il presidente Guarascio. In virtù di quanto approvato dal consiglio comunale lo scorso aprile, il sindaco Franz Caruso può infatti negare alla società il nulla osta per l’utilizzo dello stadio Marulla nel prossimo campionato. Se il primo cittadino bruzio fa fede a quanto detto – ovvero che gli sta a cuore il bene del Cosenza Calcio – non gli risulterà difficile revocare l’impianto sportivo al patron e costringerlo a farsi da parte, redimendo definitivamente la città del Crati e del Busento dalla gestione guarasciana.